Suicidio assistito la morte di Libera primo caso di uso di un dispositivo a comando oculare | La mia battaglia è stata dura ma se servirà ad aprire anche solo una strada ad accorciare anche solo un’attesa allora avrà avuto senso
Una donna di 55 anni, affetta da sclerosi multipla e paralizzata, è stata la prima a utilizzare un dispositivo a comando oculare per porre fine alla propria vita. La sua morte è avvenuta tramite autosomministrazione di un farmaco, effettuata con il supporto di un dispositivo sviluppato dal CNR. La donna aveva espresso il desiderio di aprire una strada nel campo del suicidio assistito e di ridurre le attese per chi si trova in condizioni simili.
«Ringrazio profondamente l’Associazione Luca Coscioni, che mi ha dato voce e strumenti per vedere riconosciuto questo diritto. E ringrazio, con sincera gratitudine, il mio medico, Paolo Malacarne. Questa non è solo la mia storia. È una richiesta di dignità, che spero un giorno non debba più essere conquistata, ma semplicemente rispettata». Paralizzata dal collo in giù non era in grado di assumere autonomamente il farmaco letale e per questo, tramite il suo collegio legale coordinato dall’avvocata Filomena Gallo, Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, ha presentato a marzo 2025 un ricorso d’urgenza al tribunale di Firenze affinché il suo medico fosse autorizzato a somministrare il farmaco. 🔗 Leggi su Vanityfair.it

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Suicidio assistito, addio a Libera: si è tolta la vita con il dispositivo messo a punto dal Cnr - la Repubblica x.com