Perché ci sono sessanta minuti in un’ora
L’origine dei sessanta minuti in un’ora risale a una decisione storica presa migliaia di anni fa. Questa suddivisione del tempo si è mantenuta nel corso dei secoli senza modifiche. La divisione in 60 si basa su un sistema di numerazione utilizzato in diverse antiche civiltà. La struttura si è tramandata fino ai giorni nostri, mantenendo invariata la suddivisione del tempo in ore e minuti.
Ogni volta che guardiamo l’orologio, eseguiamo un calcolo inventato circa quattromila anni fa nell’attuale Iraq, spiega un articolo della Bbc. Il quadrante rotondo, le 60 tacche, i 60 secondi in ogni minuto: non è una scelta tecnica moderna, ma l’eredità di una civiltà che contava in modo radicalmente diverso rispetto a oggi. Tutto comincia in Mesopotamia, nel terzo millennio aC. I sumeri avevano sviluppato un sistema di numerazione chiamato sessagesimale. Non è del tutto chiaro perché scelsero proprio il numero 60, ma la risposta più convincente è piuttosto pratica: 60 è divisibile per 1, 2, 3, 4, 5, 6, 10, 12, 15, 20 e 30. È tra i numeri con il maggior numero di divisori nell’intervallo tra uno e cento. 🔗 Leggi su Internazionale.it

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