L’eterna Italietta di Paolo Poli Il suo sberleffo contro le ipocrisie

Sono trascorsi dieci anni dalla morte di Paolo Poli, attore e artista italiano noto per il suo stile satirico e irriverente. Poli si distinguiva per le sue performance che criticavano le ipocrisie e le contraddizioni della società, spesso con toni scherzosi e pungenti. La sua opera rimane un punto di riferimento per chi ha seguito il suo modo di interpretare la realtà attraverso l’umorismo.

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di Luca Scarlini Sono passati dieci anni dalla sua scomparsa: oggi Paolo Poli (1929-2016) si sarebbe molto divertito a prendere in giro il nuovo potere, sempre più cafone, raccapricciante. Non si tratta tanto di questioni di politica, ma proprio di una mancanza di stile; cioè il suo centro dell’attenzione, il suo modo di rappresentare la storia dell’Italia. Anzi, come la chiamava lui, dell’ Italietta: quel luogo fatto di tanghi, valzer, balli, mazurche, polche che aveva illustrato in modo straordinario in tutti i suoi spettacoli. Ma l’Italietta era anche legata a una dimensione che per lui era stata fondamentale, il teatro di parrocchia, nello specifico a Firenze, zona Rifredi, da don Facibeni, dove, diceva sempre Paolo, aveva imparato a far teatro.🔗 Leggi su Quotidiano.net

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