Quelle di Bertoncelli sono memorie di un ostinato cacciatore di dischi nell’età dell’oro del rock
Riccardo Bertoncelli, maestro laureato della critica musicale italiana, nella sua autobiografia giovanile “Abitavo a Penny Lane” (Feltrinelli) giĂ nelle prime pagine evoca John Peel, leggendario disc jockey della Bbc, e fa benissimo: loro sono due protagonisti, magnificamente in sintonia seppure geograficamente lontani, d’una vicenda ormai scomparsa e remota, incarnandone e descrivendone in pieno il romanticismo. Al duo aggiungerei in sovrappiĂą Lester Bangs, critico americano che per certi versi è stato l’interfaccia d’oltreoceano di Riccardo: per entrambi la musica rock è stata soprattutto un affare privato, una cosa da vivere e consumare in solitudine, al confortante riparo delle mura domestiche, un’avventura densamente teorica, salgariana.🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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“Perché il rock non è solo un tipo di musica, ma una vera e propria educazione al bello.” Riccardo Bertoncelli, in libreria con "Abitavo a Penny Lane", racconta la sua più grande passione e filosofia di vita: la musica rock. facebook