Alzheimer la stimolazione transcranica a corrente continua potrebbe frenare la crescita delle placche Lo studio
Una ricerca condotta presso un’università italiana ha analizzato l’effetto della stimolazione transcranica a corrente continua su pazienti con Alzheimer. Lo studio propone una nuova interpretazione su come questa tecnica possa influenzare la crescita delle placche nel cervello, elemento caratteristico della malattia. La sperimentazione si basa su osservazioni di miglioramenti clinici in soggetti sottoposti a questa forma di stimolazione.
Uno studio dell’Università degli Studi di Milano propone un nuovo quadro interpretativo per spiegare come la stimolazione transcranica a corrente continua (tDcs) possa contribuire ai miglioramenti osservati nei pazienti con Alzheimer. La ricerca, pubblicata sulla rivista Amyloid, suggerisce che il campo elettrico generato dalla tDcs sia in grado di modificare la superficie delle fibrille di amiloide, ostacolandone l’allungamento, un processo chiave nella formazione delle placche tipiche della malattia. Una strada quella stimolazione transcranica che un anno fa aveva visto emergere buoni risultati nell’ambito di uno studio dell’Università di Tor Vergata, anche se in quel caso si trattava di stimolazione magnetica. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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