Testardamente unitari disperatamente stanchi

C’è stato un tempo in cui la politica si faceva con le idee. Poi sono arrivate le parole. Infine, siamo giunti all’era della parola sola: quella che rimbalza, si moltiplica, si autosostiene. Tipo “testardamente unitari”. Ripetuta così tante volte che, più che un concetto politico, sembra una suoneria del telefono rimasta incastrata. “Testardamente unitari”. “Testardamente unitari”. “Testardamente unitari”. Dopo la dodicesima ripetizione non capisci più se stai ascoltando un discorso o partecipando a un esperimento di ipnosi collettiva. Alla quindicesima, ti sorprendi a desiderare una nuova corrente politica: gli “arrendevolmente divisivi”. Non per convinzione, ma per legittima difesa linguistica. 🔗 Leggi su Lortica.it

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