È licenziabile chi abbocca a una truffa informatica | la sentenza della Cassazione

È legittimo il licenziamento di un dipendente che, pur essendo vittima di una truffa informatica, dispone un pagamento arrecando un danno patrimoniale all’azienda. Lo ha chiarito la Cassazione con l’ordinanza n. 3263 del 13 febbraio 2026, definendo i limiti entro cui l’errore di un lavoratore colpito da phishing può essere ritenuto giustificabile. Il caso – riporta il Sole 24 Ore – riguardava un’addetta alla contabilità licenziata per aver effettuato un pagamento sulla base di una e-mail apparentemente proveniente dal presidente della società, rivelatasi poi fraudolenta. Il phishing, infatti, rappresenta una delle minacce informatiche più diffuse nel mondo del lavoro: i truffatori inviano comunicazioni che sembrano legittime per indurre il destinatario a rivelare dati sensibili o ad autorizzare operazioni indebite. 🔗 Leggi su Open.online

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