Il ricatto allo Stato Così gli anarchici salutano sul web i compagni morti combattendo
Sul web, gli anarchici hanno diffuso un messaggio in cui esprimono solidarietà ai compagni morti al Parco degli Acquedotti e definiscono il loro gesto come un ricatto allo Stato. Nel testo, si parla di violenza rivoluzionaria come parte della lotta e si rivendica quanto accaduto, senza appelli o riflessioni. La comunicazione online si rivolge a un pubblico di sostenitori e aderenti al movimento.
«Serve anche la violenza rivoluzionaria». A poche ore dalla morte di Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, il mondo anarchico lancia sui canali di diffusione abituale un testo di saluto e quasi rivendicazione di quanto accaduto al Parco degli Acquedotti. Nessuna presa di distanza e nessuna cautela. Solo una linea politica ribadita: usare ogni mezzo. Anzi, nel pomeriggio viene diffuso anche un altro comunicato: «Sara e Sandro sono morti in azione, sono morti combattendo. La guerra sociale non è una recita, è guerra». Insieme al testo, le immagini di striscioni appesi nella notte: «Con Alfredo contro il 41 bis». «Chi lotta non muore mai». «Con Sara e Sandrone nel cuore». 🔗 Leggi su Iltempo.it

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