Quando Gramsci definì Matteotti pellegrino del nulla La lunga odissea e il dissidio insuperabile tra socialisti e comunisti fino al colpo di Stato giustizialista

Il 21 aprile 1972, Enrico Berlinguer, insieme a Tonino Tatò, prende parte a una tribuna politica in vista delle elezioni del 7 maggio. La partecipazione avviene in un momento di grande tensione politica, mentre si prosegue il dibattito tra socialisti e comunisti, e si affrontano questioni legate alla lunga crisi interna e agli scontri ideologici.

Il 21 aprile 1972 Enrico Berlinguer, accompagnato dal fido Tonino Tatò, partecipa a una tribuna politica in vista delle elezioni parlamentari del 7 maggio. Assicura che il Pci non ha relazioni con il Msi, impossibile perché erede del fascismo che «ha scientificamente assassinato il nostro capo Antonio Gramsci ». E ricorda che è vicino l’anniversario della sua morte, il 27 aprile 1937. Per un dialogo – semisegreto – tra il leader missino Giorgio Almirante e Berlinguer bisognerà aspettare una decina d’anni. Perché mai sia stata fatta a Berlinguer quella domanda è difficile da capire. Il Msi era dato in crescita e forse a Botteghe Oscure si temeva che potesse rastrellare consensi anche nel proletariato. 🔗 Leggi su Thesocialpost.it

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© Thesocialpost.it - Quando Gramsci definì Matteotti “pellegrino del nulla”. La lunga odissea e il “dissidio insuperabile” tra socialisti e comunisti, fino al “colpo di Stato” giustizialista

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