La questione settentrionale non muore con Bossi ma va ripensata
La questione settentrionale, che ha coinvolto politicanti e cittadini per anni, non si esaurisce con la scomparsa di Bossi. La discussione sulla sovranità e le autonomie del Nord continua a essere al centro del dibattito pubblico, anche senza la presenza diretta dell'ex leader. La questione rimane aperta, sollevando nuove domande e riflessioni sul futuro politico di questa area del Paese.
La domanda (cruda) può essere formulata così: con la scomparsa di Umberto Bossi va simbolicamente in archivio anche la questione settentrionale? La risposta più immediata porta inevitabilmente al sì per tutta una serie di concause che vale la pena analizzare. La prima e sicuramente più facile riporta alle vicende interne di quello che è stato il partito del nord: voluto da Bossi, rimasto fedele all’imprinting del capo sotto la leadership di Bobo Maroni e poi brutalmente stravolto dalla gestione di Matteo Salvini. Il segretario in carica ha infatti abbracciato l’idea di costruire una forza politica nazionale, che pur di sostenere la sua candidatura alla premiership arruolasse in giro per l’Italia tutto ciò che si poteva. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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