Dagli Apostoli al Csm Perché fidarsi del sorteggio non significa tradire il merito
Da quando gli apostoli furono scelti attraverso il sorteggio, questa pratica è stata ripresa anche nel sistema giudiziario italiano, come nel caso del Consiglio superiore della magistratura. La procedura prevede che alcune nomine vengano decise mediante estrazione casuale, suscitando discussioni sulla validità di questa modalità rispetto al merito e alle competenze dei soggetti coinvolti. La scelta tramite sorteggio viene utilizzata per evitare influenze esterne nelle decisioni delicate.
Tirarono a sorte fra loro e la sorte cadde su Mattia, che fu associato agli undici apostoli” (At 1,26). Dentro questo versetto degli Atti degli Apostoli c’è più diritto che in molti manuali. I discepoli di Gesù devono scegliere il sostituto di Giuda. Dopo il suo tradimento e la morte bisogna ricostituire il plenum, un collegio di persone soggette solo alla “legge”, che per loro è la parola di Dio. Pietro, pur avendo il mandato di guidare il gruppo, non si prese l’arbitrio di comporre una lista da far votare per consolidare il suo potere attraverso il nuovo eletto, promettendo carriere episcopali. Si preoccupò di fissare i requisiti di ammissione per poter accedere a un elenco di pari. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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