Orbán ha rinnegato la parola data sul prestito ucraino ma l’Ue è impotente contro il suo ricatto

Il primo ministro ha negato di aver promesso un prestito all’Ucraina, mentre l’Unione europea si trova in difficoltà di fronte alle richieste di Budapest. António Costa, presidente del Consiglio europeo, ha dichiarato che nessuno può esercitare ricatti sulle istituzioni comunitarie. La situazione resta tesa, con l’UE che si confronta con le mosse di un singolo stato membro.

Orbán fa campagna sul Druzhba e rifiuta le alternative. Ecco il giro di soldi con Mosca L'Ue le ha provate tutte con Orbán, ma è stato inutile. L'ipoteca sul sostegno a Kyiv Bruxelles. “Nessuno può ricattare il Consiglio europeo. Nessuno può ricattare le istituzioni dell’Unione europea”, ha detto António Costa, il presidente del Consiglio europeo, in conferenza stampa al termine della riunione dei capi di stato e di governo di giovedì, qualificando come “completamente inaccettabile” il veto di Viktor Orbán sul prestito da 90 miliardi di euro all’Ucraina. Il primo ministro ungherese si è rimangiato la parola data a dicembre, quando aveva acconsentito al prestito ottenendo un’esenzione per il suo paese. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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