Lino Musella | Crescere nella periferia di Napoli ti mette alla prova e devi scegliere il teatro è stato la mia salvezza In Portobello porto in scena il lato più oscuro della storia di Tortora
Lino Musella, attore originario della periferia di Napoli, ha parlato della sua infanzia tra le contraddizioni di quella zona e di come il teatro gli abbia offerto una via di salvezza. Attualmente, porta in scena in Portobello il lato più oscuro della storia di Tortora, affrontando temi legati alla sua esperienza personale e alla sua crescita.
Da dove è partito per interpretare Giovanni Pandico? «È stato un processo delicato. È un personaggio ambiguo, anche se c’era dietro una scrittura molto forte, già ben definita. Il mio personaggio non è inventato: è realmente esistito. E, spesso, la realtà supera l’immaginazione. Anzi a volte è ancora più estrema. Il rischio, quando porti sullo schermo una certa patologia o una cattiveria così sopra le righe, è perdere credibilità: quindi è stato divertente, ma anche molto pericoloso. In questa storia la questione morale è più complessa e sfumata: per lo spettatore è chiaro chi mente e chi no, ma il racconto mostra come un castello di accuse possa ingigantirsi, toccando temi come la colpa collettiva, l’agonia mediatica e il piacere quasi voyeuristico del fallimento e del ribaltamento etico». 🔗 Leggi su Vanityfair.it

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