La prosa inquieta di Arrigo Benedetti Lo scrittore che si fece giornalista
Se leggiamo la biografia e le opere di Arrigo Benedetti, noto anche come Giulio, ci rendiamo conto di come la sua carriera abbia attraversato sia il mondo della scrittura che quello del giornalismo, lasciando un’impronta significativa in entrambi i campi. Benedetti ha scritto molti testi e ha lavorato per diverse testate, contribuendo a definire lo stile e l’approccio dell’editoria italiana del Novecento.
Se leggiamo la biografia e le opere di Arrigo Benedetti (all’anagrafe Giulio), si ha subito l’impressione che la sua vita si sia svolta all’insegna dell’inquietudine, spesso peculiarità degli uomini illustri come lui: scrittore, giornalista con ruoli diversi e fondatore di settimanali, quali L’Espresso e Oggi, tuttora in auge. Fino all’età di ventisette anni (era nato a Lucca in data 1° giugno 1910) visse in famiglia. Iscrittosi all’Università di Pisa alla Facoltà di Lettere e Filosofia, nel 1937 abbandona gli studi e raggiunge, a Roma, Mario Pannunzio, suo amico d’infanzia. Due caratteri diversi ma per certi aspetti complementari; all’inquietudine di Arrigo, si opponeva la pacatezza di Pannunzio, di cui si dice che consumasse, ai gomiti, giacche e camicie, tanto li teneva poggiati sulla scrivania per meglio riflettere. 🔗 Leggi su Quotidiano.net

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