Fascismo dai balconi il controllo sociale e l’etichetta data dalla sinistra alle reazioni dei cittadini alla microcriminalità
Un articolo analizza come alcune reazioni dei cittadini alla microcriminalità siano state etichettate dalla sinistra come “fascismo dai balconi”. La narrazione mira a delegittimare il governo di centrodestra, concentrandosi sui commenti e sui comportamenti pubblici senza approfondire i fatti relativi alla sicurezza o alle cause della microcriminalità. La discussione si focalizza sulle interpretazioni politiche delle reazioni popolari.
Quando una novantenne viene trascinata per terra da uno scippatore e i residenti scendono dai palazzi per fermarlo, la sinistra italiana ha un nome per questo: fascismo. Quando un commerciante napoletano spiega a un branco di maranza che nel suo quartiere si porta rispetto, è fascismo. Quando i pendolari della metro di Roma cacciano le borseggiatrici dal vagone perché lo Stato non è in grado di farlo, è fascismo. Quando un cittadino filma una ladra recidiva con il telefonino, è violenza. Quando uno youtuber documenta quello che accade ogni giorno nelle stazioni metropolitane, la CGIL scrive al Prefetto. Si chiama controllo sociale. In ogni società funzionante opera su due livelli: lo Stato, con il monopolio della forza; la comunità, con il monopolio della disapprovazione. 🔗 Leggi su Ilgiornaleditalia.it

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