Da quale pulpito la politica vuole dare lezioni alla magistratura? Forse è meglio se prima si guarda allo specchio
La politica italiana ha spesso accusato la magistratura di possedere troppo potere, e questa dinamica si ripete nel tempo. Recentemente, alcuni esponenti politici hanno espresso critiche nei confronti della giustizia, sollevando questioni sulla separazione tra i due rami dello Stato. È un tema che ricorre nelle dichiarazioni pubbliche di diversi rappresentanti, senza però che siano stati avanzati dettagli specifici o fatti concreti a sostegno di tali affermazioni.
di Alberto Iannuzzi* Nella storia politica italiana c’è sempre un momento in cui la maggioranza di turno scopre improvvisamente che la magistratura ha “ troppo potere ”. Accade quando le iniziative dei magistrati toccano gli interessi della politica e, in particolare, quando le procure diventano scomode ed i tribunali non si limitano a fare da spettatori alla gestione del potere, ma applicano la legge nei confronti di chiunque, anche dei potenti. Ed ecco allora che partono le campagne mediatiche, gli editoriali indignati, i talk show nei quali i politici ci raccontano quanto siano “ pericolosi ” i magistrati. Si parla di errori giudiziari, di procure politicizzate, di giudici che si appiattiscono sulle tesi dei pubblici ministeri, invadendo il campo riservato alla politica ed ostacolando l’azione di governo. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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