Tetrapak sì tetrapak no | luci e ombre
Il Tetrapak è un contenitore realizzato con un poliaccoppiato composto da tre strati: plastica, cartone e alluminio. La sua composizione prevede circa il 20% di polietilene, il 75% di cartone e il restante 5% di alluminio. Questa combinazione viene utilizzata per confezionare bevande e alimenti, e il suo impiego è al centro di dibattiti sull’ambiente e sulla riciclabilità.
Ma cosa è davvero il Tetrapack? È un poliaccoppiato formato da tre strati di plastica (polietilene 20%), cartone (75%) e alluminio (5%). Lo si ricicla in impianti specializzati che attraverso un processo chiamato pulper, un lavaggio in acqua, separano la cellulosa dalla plastica e l’alluminio. Le fibre di cellulosa vengono poi usate per produrre cartoni ondulati, tovaglioli e carta da stampa. Il mix di alluminio e plastica, invece, di solito viene trasformato insieme per produrre oggetti di materiale plastico come panche, cestini o arredi urbani. Le aziende che riciclano il tetrapack in Italia sono poche, perché il tetrapack è un materiale difficile da separare, nelle nostre ricerche abbiamo trovato Lucart Group (Lucca), Ecoplasteam (Alessandria), Relife Recycling (Genova) e le cartiere consorziate Comieco. 🔗 Leggi su Lanazione.it

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