Referendum Giustizia dal Csm paramafioso a massoni per il Sì | tutte le gaffe e le polemiche della campagna
Durante la campagna per il referendum sulla giustizia, sono emerse numerose polemiche e gaffe che hanno coinvolto diversi attori. Il Consiglio superiore della magistratura ha definito alcuni esponenti come “paramafiosi”, mentre altri sono stati accusati di appartenere a logge massoniche per sostenere il Sì. La comunicazione e le dichiarazioni pubbliche hanno caratterizzato un percorso segnato da tensioni e critiche.
Un blob “impietoso”. Riavvolgendo il nastro della lunga campagna per il referendum che si concluderà venerdì 20 marzo, è evidente come siano lontani gli appelli ad andare “casa per casa, strada per strada” di Enrico Berlinguer o a “votare per la democrazia” del ‘maestro’ di referendum Mario Segni. La volata verso il voto di domenica e lunedì sulla riforma della giustizia chiude una corsa caratterizzata da toni belligeranti, con gaffe e polemiche che ne costellano il percorso fino ai limiti della delegittimazione dell’avversario. Un clima che induce persino il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, a intervenire: il 18 febbraio il presidente della Repubblica presiede, per la prima volta in 11 anni di mandato, i lavori ordinari del Csm per “rinnovare con fermezza l’esortazione al rispetto vicendevole”. 🔗 Leggi su Lapresse.it

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