Maroni e Salvini quando Bossi dovette cedere la guida
In un capitolo della storia della Lega Nord, Roberto Maroni ha preso le redini del partito quando Bossi ha dovuto cedere la guida. Successivamente, anche Matteo Salvini ha guidato il movimento, superando le sfide interne e le tensioni che hanno caratterizzato il percorso. Le dinamiche tra i leader e le faide interne sono state protagoniste di questa fase di cambiamento.
Le sfide interne alla Lega Nord non sono mai state semplici, solo in due hanno battuto il capo: prima quello che era «un amico fraterno», Roberto Maroni, poi Matteo Salvini, il discepolo «che tradisce il Nord». «La gente urlava secessione, non successione», sorrideva Umberto Bossi quando nell’estate 2011 impazzava il dibattito sul suo erede e a Pontida la folla acclamava (quasi) solo lui. In quel periodo, però, era chiaro come il partito non fosse più monolitico. Il passaggio di consegne e il ruolo di Maroni Già qualche anno prima era stata scartata l’ipotesi del passaggio di consegne in famiglia. Altro che delfino, il figlio Renzo fu bollato dal padre come «trota», nomignolo da cui mai si è liberato. 🔗 Leggi su Feedpress.me

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