Le pillole di Polly | recensione di Il canto degli innocenti di Piergiorgio Pulixi

Vito Strega, commissario di polizia, si trova in una situazione difficile, sul punto di crollare. Il suo amore per il lavoro di polizia è evidente, rappresentando più di una professione, ma una parte integrante della sua vita. La narrazione si concentra sulle difficoltà personali e professionali di Strega, che affronta momenti di crisi mentre cerca di mantenere il controllo.

Vito Strega si trova sull’orlo del baratro. E per molti motivi. Se c’è una cosa che ama al mondo, è essere un commissario di polizia; per lui, non è un semplice mestiere, ma un’identità che gli è entrata nel sangue, e in ogni suo respiro. Ora, però, rischia grosso. Ha sparato e ucciso Jacopo Di Giulio, il collega con cui lavorava in coppia, e anche se sembra si sia trattato di una disgrazia è stato sospeso dal servizio. Sarà la psicologa che si occupa del suo caso a decidere se è idoneo a essere reintegrato in polizia. Tanti auguri. Poi, naturalmente, c’è lei. Cinzia, la donna che è stata sua moglie per dieci, lunghi anni. È finita male, lei lo ha piantato per un bellimbusto con un lavoro meno rischioso del suo, ma Vito la ama ancora, e disperatamente. 🔗 Leggi su Romadailynews.it

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