Delirio femminista riforma anti-donne
Ieri al Senato si è svolta una discussione in cui gruppi di attivisti femministi hanno espresso il loro rifiuto alla proposta di riforma, appellandosi ai principi del femminismo. Le argomentazioni usate sono state percepite come poco convincenti e spesso superficiali da chi ha assistito alla discussione. La polemica si è accesa tra chi sostiene la riforma e chi si oppone con fermezza, lasciando emergere tensioni e divisioni all’interno del dibattito politico.
Al Senato ieri è andata in onda la supercazzola femminista per il No. Con argomentazioni avvilenti per chi le ha pronunciate ammantandosi della bandiera del femminismo. Un esempio? Eccolo: «Il pensiero femminista ha sempre sposato il senso del limite come l’unica modalità attraverso la quale essere in relazione con altri». Questa la motivazione perla quale, secondo la senatrice dem Valeria Valente che presentava l’appello per il No di 1700 donne, la riforma della magistratura non va bene. Che vuol dire? Boh. Potrebbe già bastare ma è bene andare a fondo della questione: la riforma bloccherebbe la formazione sui reati legati alla violenza maschile sulle donne. 🔗 Leggi su Liberoquotidiano.it

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