Vienna il grande orecchio del Cremlino nel cuore d’Europa
A Vienna, quattro anni dopo l’invasione dell’Ucraina, la capitale austriaca continua a essere un punto di riferimento per le attività di intelligence del Cremlino. La città, nota per il suo ruolo durante la guerra fredda, si conferma come un centro strategico per la raccolta di segnali e comunicazioni, mantenendo una posizione chiave nelle operazioni di intelligence russe in Europa.
A quattro anni dall’invasione dell’Ucraina, la capitale austriaca è tornata a svolgere una funzione centrale e già nota ai tempi della guerra fredda, quella di una piattaforma privilegiata per la raccolta di segnali (Sigint) del Cremlino. Le antenne installate sui tetti delle sedi russe a Vienna non sono orientate verso est, cioè verso Mosca, come ci si aspetterebbe per comunicazioni diplomatiche standard. Puntano invece verso ovest e, secondo fonti diplomatiche europee citate dal Financial Times, queste infrastrutture sarebbero utilizzate per intercettare comunicazioni governative e militari dei Paesi Nato, con attività di ascolto che si estenderebbero fino al Medio Oriente e all’Africa. 🔗 Leggi su Formiche.net

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