Petrolio russo e soldi all’Ucraina l’ultimo ricatto di Orbán all’Ue prima del voto chiave in Ungheria
Bruxelles il 27 aprile, 27 leader europei si sono riuniti per discutere di una decisione cruciale riguardo al petrolio russo e ai fondi destinati all’Ucraina. Durante il vertice, un Paese ha opposto resistenza, creando tensione tra i presenti e mettendo in discussione le scelte comuni. La riunione si è svolta in un clima di forte pressione, con le decisioni che rimangono ancora da definire.
Bruxelles, 27 leader attorno a un tavolo, una decisione storica da prendere in un contesto di stress e pericoli per l’Europa, un Paese che si mette di traverso e manda gli altri ai matti. Alzi la mano chi non ha familiarità con questa situazione. Sono anni ormai che questa è la cruda realtà di molti dei principali vertici europei. A interpretare il ruolo del guastafeste (quasi sempre) il premier ungherese Viktor Orbán. Sarà così anche giovedì, quando a Bruxelles si aprirà il Consiglio europeo di primavera. Sole e temperature miti a parte, il clima per l’Europa è tetro, e dentro la sala del vertice ci sarà poco da divertirsi. I pensieri di tutti sono dominati dalla guerra «senza confini» che sembra essersi aperta in Medio Oriente dopo l’attacco Usa-Israele all’Iran. 🔗 Leggi su Open.online
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