Le pressioni americane sul regime cubano tra blackout proteste e un terremoto
Una flottiglia di aiuti, composta da venti tonnellate, si prepara a partire verso Cuba con il sostegno di una sinistra che si mostra più nostalgica che mai. Nel frattempo, il regime cubano affronta blackout e proteste interne, mentre le pressioni provenienti dagli Stati Uniti continuano a essere un elemento costante. La situazione si aggrava in un contesto di tensioni che coinvolgono diverse sfere di influenza.
Cuba e le sue sorelle. Tra miseria, narcos e tirannia gli inferni del centro America La flottiglia in partenza per Cuba porta venti tonnellate di aiuti con il sostegno di una sinistra più nostalgica che mai. Perfino un terremoto si è inserito nel caos di una isola stravolta tra blackout, annunci di Trump e assalti alle sedi di partito: il sisma di magnitudo 5,8 è arrivato proprio durante il sesto blackout in un anno e mezzo, lasciando oltre nove milioni di persone senza elettricità, telefono e internet in tutto il paese. Martedì il direttore generale per l’Elettricità presso il ministero dell’Energia e delle miniere, Lázaro Guerra, ha dichiarato alla tv di stato che il ripristino del servizio stava procedendo “passo dopo passo”. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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