Viviamo in una società iperconnessa nella quale gli stimoli acustici ambientali e del mondo digitale si sovrappongono senza sosta Ecco perché come spiega una autrice e docente che da 30 anni indaga queste tematiche isolarsi dai rumori e tacere sono strategie per ascoltarsi nel profondo
Viviamo in una società sempre più connessa, dove i rumori ambientali, digitali e acustici si sovrappongono continuamente. Un’autrice e docente con trent’anni di esperienza in queste tematiche spiega che isolarsi dai suoni e il silenzio sono strumenti per ascoltare se stessi. Immaginate di trovarvi in una stanza vuota, senza possibilità di usare dispositivi o distrazioni, soli con il nulla.
I mmaginate. Vi lasciano soli in una stanza vuota. Voi e il nulla. Non potete guardare il telefono, scrivere, leggere, fare alcunché. Solo stare lì, in silenzio, con i vostri pensieri. Unico oggetto a disposizione, un pulsante: se schiacciato, vi trasmetterà una scossa elettrica, una punta di dolore. Penserete, non lo schiaccerò mai. E invece. In un esperimento compiuto alla Harvard University e all’Università della Virginia, prima che fossero trascorsi 15 minuti le persone nella stanza hanno premuto il pulsante, confuse e agitate dal vuoto di silenzio, soprattutto gli uomini, nonostante avessero poco prima dichiarato di essere disposti a pagare pur di evitare quel dolore: il 67 per cento di essi e il 25 per cento delle donne ha preferito darsi una scossa elettrica piuttosto che stare lì, in compagnia dei propri pensieri. 🔗 Leggi su Iodonna.it

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