I puri del Fatto cedono e chiedono i fondi pubblici
Il Fatto apre ai contributi pubblici. Ma il direttore Marco Travaglio se ne vergogna e nasconde la notizia. Cade l'ultimo tabù ideologico per la testata (vicina al M5s) diretta da Travaglio: la richiesta di finanziamenti da parte dello Stato. Tramonta la verginità. La svolta viene annunciata (e nascosta) in un trafiletto piazzato alla penultima pagina del giornale: "SEIF è ben consapevole dell'importanza che riveste per il Fatto Quotidiano non percepire finanziamenti pubblici. Ma, data la crisi del mercato editoriale e il momento congiunturale molto difficile, l'amministratore delegato, per le responsabilità che gli competono, ha ritenuto di predisporre la domanda entro la scadenza per garantire la continuità aziendale, supportare la transizione digitale in corso e prevenire eventuali situazioni di rischio. 🔗 Leggi su Ilgiornale.it

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