Pietà per chi vive nell' hinterland milanese
Questa mattina si è tenuta una riunione tra rappresentanti di diverse città dell’hinterland milanese, durante la quale si è discusso delle condizioni di vita nelle aree che circondano la città. Sono stati affrontati temi legati ai servizi, alla qualità dell’ambiente e alle infrastrutture, con particolare attenzione alle sfide quotidiane affrontate da chi risiede in località come Segrate, Cologno Monzese, Seveso, Cesano Maderno, San Donato e San Giuliano Milanese.
Abbi pietà di loro che non vivono né a Milano né in Lombardia, bensì nel purgatorio intermedio. Coloro che vivono, o sopravvivono, nella fascia intorno alla metropoli e dunque in posti come Segrate e Cologno Monzese, come Seveso e Cesano Maderno, come San Donato e San Giuliano Milanese. Il cosiddetto hinterland, i comuni-dormitorio che a volte non hanno nemmeno una piazza, centri senza centro e senza speranza visibile. Una landa desolata che avevo attraversato mille volte ma stavolta l’ho vissuta, ci ho perfino dormito, e perciò prego per chi ha la disdetta di risiederci. Comuni che non si possono definire paesi, avendo decine di migliaia di abitanti, e non si possono definire città, in quanto privi di status e di storia.🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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