Il ’poeta’ della ciccia | La lavagna leva nobiltà Così la uccidono ancora
Il protagonista del racconto è un artista che ha scelto di esprimersi attraverso una protesta pubblica, caratterizzata da una performance scenografica e molto visibile. Il suo intervento ha attirato l’attenzione di un vasto pubblico e dei media, lasciando il segno con una serie di dichiarazioni forti e provocatorie. La manifestazione si è svolta il 31 di un mese non specificato, suscitando reazioni diverse tra chi ha assistito.
La protesta – roboante, scenografica, infine graffiante – stupì e divertì mezza italia. Era il 31 marzo del 2001 e Dario Cecchini, il macellaio-poeta di Panzano in Chianti, insceno il “funerale della bistecca” per contestare il divieto di vendita della fiorentina con l’osso imposto dall’emergenza “mucca pazza”. Per Cecchini la bistecca non è solo il simbolo più verace e nobile della cucina toscana, ma significa radici, famiglia, artigianato. Ecco che la decisione dell’Unione Europea, che ha accolto le richieste di Coldiretti, di vietare l’uso di denominazioni tradizionali per cibo di origine vegetale non può che renderlo soddisfatto. Cecchini, buone notizie da Bruxelles per i cultori della bistecca. 🔗 Leggi su Lanazione.it

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