Cittadinanze vendute il riesame conferma il no agli arresti per la vice sindaca di Comitini e il marito

Il tribunale del riesame ha confermato il no agli arresti domiciliari per la vice sindaca di Comitini e suo marito, entrambi coinvolti in un’indagine sulle cittadinanze italiane che, secondo la procura, sarebbero state ottenute in modo illecito. La decisione riguarda Teresa De Lisi e Roberto Di Liberto, che rimangono indagati ma non soggetti a restrizioni domiciliari.

Niente arresti domiciliari: il tribunale del riesame ha confermato il provvedimento del gip Alberto Lippini per Teresa De Lisi, vice sindaca di Comitini, e per il marito Roberto Di Liberto, entrambi indagati nell’inchiesta sulle cittadinanze italiane che, secondo la procura, sarebbero state “vendute” a cittadini brasiliani in cambio di denaro. I due, difesi dagli avvocati Daniele Re e Gianfranco Pilato, restano liberi. "Tangenti per la cittadinanza italiana": chiesto l'arresto di un sindaco, un avvocato e diversi funzionari comunali dell'Agrigentino L’indagine, coordinata dal procuratore Giovanni Di Leo e condotta dalla squadra mobile di Agrigento, coinvolge complessivamente 22 persone tra amministratori, funzionari comunali, vigili urbani, faccendieri e professionisti. 🔗 Leggi su Agrigentonotizie.it

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