Usurata dalla vita e dalle violenze fino all’ultima coltellata
Un uomo ascolta impassibile per ore la richiesta di ergastolo con isolamento diurno avanzata dal pubblico ministero durante un processo a Taurisano. La sua vita è segnata da violenze e sofferenze, e la vicenda si conclude con la richiesta di una condanna severa. La scena si svolge in aula, dove il pubblico ministero espone le accuse e la difesa segue la discussione senza intervenire.
TAURISANO - Ha ascoltato impassibile per ore. Ha sentito il pubblico ministero chiedere per lui l’ergastolo con isolamento diurno. Ha sentito le parti civili descriverlo come un padre padrone, un assassino, uno stupratore. Non ha battuto ciglio. L’unico momento in cui Albano Galati ha dato segni di reazione è arrivato quando l’avvocata Francesca Conte ha spiegato alla Corte d’Assise di Lecce che la vittima si dava da fare come donna di servizio nonostante fosse invalida, mentre lui non lavorava, lamentando dolori alla schiena. “Lavoravo, lavoravo”, ha sbottato l’imputato. Gli animi si sono scaldati per pochi secondi, prima che il presidente Pietro Baffa riportasse la situazione alla calma. 🔗 Leggi su Lecceprima.it
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