I guai del Mondiale di Trump dopo il caso delle calciatrici iraniane in Australia
Il Mondiale di calcio sta attraversando un momento di tensione dopo il caso delle calciatrici iraniane in Australia. La disputa coinvolge diverse nazioni e mette in luce le difficoltà del mondo dello sport di fronte a questioni politiche e sociali. Le problematiche sono emerse nel corso della competizione e continuano a tenere banco tra le polemiche e le discussioni pubbliche.
La Nazionale iraniana di calcio maschile non parteciperà al Mondiale 2026. Tra propaganda, fughe e richieste di asilo, il pallone è diventato solo un altro capitolo dello scontro tra regime, guerra e libertà Il calcio non trova pace. Del resto, si gioca nello stesso mondo che pace non ha. E se l’Iran è in fiamme e l’America è in guerra con il regime della Repubblica islamica, nemmeno il pallone può portare la pace. Anzi, è uno strumento politico. L’Iran, dopo giorni di frasi sussurrate, ha messo ufficialmente il pallone al centro della contesa: “Considerando che questo regime corrotto (gli Stati Uniti, ndr) ha assassinato il nostro leader,... 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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