Harvey Weinstein i buoni e il revisionismo morale di Hollywood
A gennaio, in una giornata nevosa, Maer Roshan, direttore dell’Hollywood Reporter, è uscito dal carcere di Rikers dopo aver trascorso un’ora con Harvey Weinstein. Alla domanda sulla sua identità rivolta alla guardia che lo scortava, Roshan ha chiesto se fosse a conoscenza di chi fosse quel detenuto. L’incontro ha suscitato interesse e ha portato alla luce un episodio legato al celebre produttore cinematografico.
Quando a gennaio, in mezzo alla neve, Maer Roshan, il direttore dell’Hollywood Reporter, è uscito dal carcere di Rikers dopo aver parlato per un’ora con Harvey Weinstein, ha chiesto alla guardia che lo stava accompagnando se aveva idea di chi fosse quel prigioniero. Quello gli ha risposto: mah, era un pezzo grosso a Hollywood? Nell’intervista, l’ombra dell’uomo che fu Harvey Weinstein gli aveva detto che non può andare in cortile durante l’ora d’aria dei detenuti, perché tutti vogliono qualcosa: Weinstein, prestami il tuo avvocato, Weinstein, dammi dei soldi. Roshan ha più continenza di me, e resiste alla tentazione di scrivere che Harvey è ancora grande, è la cella che è diventata piccola. 🔗 Leggi su Linkiesta.it

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