Energia cara | il 40% delle PMI italiane rischia la fuga
Una nuova ricerca rivela che il 40% delle piccole e medie imprese italiane si trova di fronte a una decisione difficile a causa dell’aumento dei costi energetici. La crisi energetica, accentuata dal conflitto in Medio Oriente, sta portando molte aziende italiane a considerare seriamente il trasferimento della produzione all’estero per ridurre le spese. La situazione mette in discussione la tenuta del settore produttivo nazionale.
La crisi energetica innescata dal conflitto in Medio Oriente sta spingendo le imprese italiane verso una scelta drastica: restare e affrontare costi proibitivi o trasferire la produzione all’estero. Paolo Agnelli, presidente di Confimi Industria, segnala che quasi il 40% dei giovani industriali valuta già l’apertura di stabilimenti fuori dall’Italia per pura sopravvivenza economica. I dati sono impietosi: un’impresa italiana paga circa 85 euro per MWh contro i 25 della Francia e i 44 della Germania, creando uno svantaggio competitivo strutturale che rischia di bloccare intere filiere produttive. La situazione non è solo una fluttuazione di mercato, ma un rischio esistenziale per le piccole e medie industrie che costituiscono l’ossatura del Paese. 🔗 Leggi su Ameve.eu

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