Avvicinare l’oncologo ai pazienti con tumore fa risparmiare 70 milioni di km l’anno
Ogni anno, grazie a iniziative di avvicinamento tra oncologi e pazienti, vengono risparmiati circa 70 milioni di chilometri di spostamenti. Nonostante le innovazioni in campo oncologico abbiano migliorato le prospettive di cura, il sistema sanitario fatica ad adeguarsi alle nuove esigenze di chi vive con o dopo una diagnosi di tumore. La distanza tra le strutture e i pazienti rappresenta ancora una sfida importante.
Mentre l’oncologia cambia, il sistema delle cure resta indietro. Eppure se oggi il tumore non è più ‘una malattia incurabile’, la sanità fatica ad adattarsi ai bisogni di chi, dopo la diagnosi e le terapie, arriva a convivere con la neoplasia o guarisce. “Oltre 3,7 milioni di persone vivono dopo una diagnosi di tumore e ogni anno si registrano circa 390 mila nuovi casi. Il problema non è solo clinico, ma organizzativo: accessi ripetuti agli hub, passaggi tra servizi non sempre coordinati, follow-up disomogenei, informazioni che non viaggiano insieme alla persona”, spiega Paolo Tralongo, presidente Cipomo, illustrando alla stampa un documento per modificare l’assistenza avvicinandola – fisicamente – ai pazienti.🔗 Leggi su Lapresse.it

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