Nuovo capitolo gogoliano della guerra edilizia della procura di Milano Il reato di buona fede
La procura di Milano ha avviato un nuovo capitolo nelle indagini sull’edilizia, concentrandosi sul reato di “buona fede”. Le inchieste si sono concentrate sugli aspetti legati alle pratiche edilizie e ai procedimenti amministrativi, evidenziando come i procedimenti giudiziari abbiano ormai spostato l’attenzione dall’urbanistica vera e propria a questioni legate alla buona fede delle parti coinvolte.
Il Tribunale del Riesame ha dato via libera alla procura per il richiesto sequestro di un cantiere accettando la tesi che non si possa riconoscere al costruttore “la buona fede”. Dal punto di vista dei costruttori la situazione è paradossale: se ho agito secondo le indicazioni del Comune, la mia colpa qual è? “Il caso Milano sollevato dal Foglio è grave. Il giudice deve essere libero”, dice Padalino, ex gip di Mani Pulite Il comune di Milano rivendica le sue scelte urbanistiche e attacca la procura. La memoria Le inchieste milanesi sull’edilizia (più che sull’urbanistica: ormai anche i pm hanno realizzato che il reato di urbanistica non esiste) hanno sempre un certo grado di imprevedibile creatività. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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