Le big oil russe sono piene di debiti Ma dal petrolio arriva un salvagente

Le aziende petrolifere russe sono oberate di debiti, ma il settore si mantiene in piedi grazie alle entrate dal petrolio. Con lo scoppio del conflitto in Iran, la Russia si trova nuovamente al centro delle dinamiche energetiche globali, offrendo un’ancora di salvezza alle compagnie che affrontano numerose difficoltà finanziarie. La situazione sembra in evoluzione e potrebbe cambiare nelle prossime settimane.

Battere il ferro finché è caldo. Perché magari tra qualche settimana la musica cambierà. Con lo scoppio della guerra in Iran, la Russia è improvvisamente tornata al centro del grande gioco dell’energia. Certo, il greggio di Mosca continua a essere pressoché clandestino e con un mercato decisamente più piccolo rispetto a quello precedente l’invasione dell’Ucraina. La prova è che sia la Cina, tanto l’Iran, stanno ancora centellinando le importazioni di oro nero, proprio per timore di esporre troppo il fianco alle sanzioni. Eppure, l’impennata del prezzo del petrolio, ha avuto due effetti piuttosto impattanti sul Cremlino. Primo, Mosca si è ritrovata improvvisamente con un ritrovato potere contrattuale: se il greggio che arriva dall’Iran costa di più, la Russia è pronta a vendere il suo Ural a chi ne fa domanda. 🔗 Leggi su Formiche.net

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