Abbiamo caricato il cervello di un moscerino in un chip | l’annuncio shock ancora da verificare di un’azienda californiana
Un’azienda californiana ha dichiarato di aver caricato il cervello di un moscerino in un chip, permettendo al minuscolo insetto di muoversi e interagire in un ambiente virtuale. Il progetto prevede di replicare le funzioni cerebrali di un moscerino della frutta attraverso una tecnologia avanzata. La notizia ha suscitato scalpore e attira l’attenzione su progressi nel campo dell’interfaccia tra cervello e macchina.
Un moscerino della frutta strofina le zampette, succhia del cibo, si muove in un ambiente virtuale: sembra un videogioco degli anni Ottanta, ma secondo l’informatico Alex Wissner-Gross e l’azienda californiana EON Systems sarebbe qualcosa di molto più dirompente: la prima volta nella storia in cui un cervello biologico è stato caricato dentro un computer. Non una simulazione, non un’imitazione, ma un vero animale che vive nel silicio. Il condizionale, però, è obbligatorio. Per capire perché l’annuncio fa rumore, bisogna prima capire la distinzione tecnica che sta al centro della questione. Quando i ricercatori di intelligenza artificiale insegnano a un robot virtuale a camminare, usano algoritmi che imparano per tentativi ed errori: il sistema imita il comportamento biologico, ma non sa nulla di neuroni o sinapsi. 🔗 Leggi su Cultweb.it

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