Cattivi influencer quando il social diventa scuola di omertà mito criminale e propaganda
Orgogliosi membri di famiglie mafiose, ex detenuti in cerca di adepti, invasati islamici che spingono alla jihad. Sui social sono sbarcati quelli che trasformano in “mito” una vita ai confini della legalitĂ . E hanno tantissimi follower «Noi non tradiamo chi è al nostro fianco. Noi non conosciamo la parola infamitĂ .». Parola di Mirko Federico, ex detenuto che ora si presenta come uno che ce l’ha fatta e che ha trasformato il suo passato in marchio identitario, tanto da riuscire a ricavarsi perfino un incarico in uno dei tanti partiti nostalgici dello scudo crociato. Quasi 40 anni, cappellino da baseball, felpa con cappuccio e giubbotto bianco, cammina con passo svelto guardando fisso lo schermo del suo cellulare. 🔗 Leggi su Panorama.it

Quando la propaganda di un imam diventa istigazione all’odioL'annullamento del decreto del ministro dell’Interno nei confronti dell’imam Mohamed Shahin solleva importanti questioni sulla linea tra libertà di espressione e incitamento all’odio.
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Approfondimenti e contenuti
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La doppia morale degli influencer: quando il moralismo nasconde turpitudiniIl filosofo Friedrich Nietzsche definiva i moralisti come coloro che, non potendo razzolare male, si attrezzano per predicare fin troppo bene. È la prima cosa che mi è venuta in mente leggendo del ... ilfattoquotidiano.it
Zygmunt Bauman svela il "male invisibile" dei social: la cecità morale della modernità liquida Perché sui social si diventa cattivi senza accorgersene Nel libro "Cecità morale. La perdita di sensibilità nella modernità liquida" (Laterza), Zygmunt Bauma - facebook.com facebook