Sapone extra a pagamento per le docce dei senzatetto | quando l’assistenza diventa umiliazione
Un uomo senza casa utilizza un buono comunale per lavarsi in un bagno pubblico, senza chiedere aiuto o fare richieste. Tuttavia, l’utilizzo del servizio comporta il pagamento di un supplemento per il sapone, che deve essere pagato a parte. La scena si svolge in un luogo pubblico, dove la semplice azione di lavarsi si trasforma in un gesto che richiede una spesa extra, senza interazioni o richieste di assistenza.
Un uomo senza tetto entra in un bagno pubblico con un buono comunale per lavarsi. Non chiede nulla. Non supplica. Può fare la doccia, lavarsi di dosso lo sporco. Quel buono gliel’ho dato io. Ci sono voluti mesi. Telefonate. Attese. Uffici muti. Alla fine, insieme ai pasti, anche la doccia. Un piatto caldo tiene in piedi il corpo. L’acqua calda e un asciugamano pulito tengono in piedi la dignitĂ , ci fosse anche qualche abito pulito sarebbe magia. Si lava. Poi chiede un po’ di sapone in piĂą. “Sai, avevo solo 3 euro in tasca!” mi dice. Non erano soldi di troppo, erano gli unici che aveva. Glielo fanno pagare. Il sapone. La cosa piĂą semplice. La strada, la notte, la polvere non si lavano da soli. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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