I medici pro clandestini inchiodati dalle chat
A Ravenna, nelle chat degli medici indagati a «Farwest», emergono dettagli su un presunto sistema illecito. Le conversazioni rivelano pratiche come la falsificazione di certificati e l’uso di documenti fotocopiati, oltre a una strategia per evitare l’idoneità ai Cpr come forma di dissenso. Le indagini hanno portato alla luce scambi di messaggi che coinvolgono i medici e il loro modo di agire.
A «Farwest» le conversazioni dei dottori indagati a Ravenna: spunta un vero sistema per fregare lo Stato, fra la «non idoneità» ai Cpr come atto di «dissenso» e i certificati fotocopia scambiati nei messaggi. Poi l’esultanza: «Lo mettiamo in c. agli sbirri». «Lo mettiamo in c**o a questi sbirri di m**da». Una delle tante frasi choc che si sarebbero scambiati gli otto medici del reparto di malattie infettive dell’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna per i quali la procura ha chiesto un anno di interdizione dalla professione. L’accusa? Falso ideologico. Avrebbero compilato certificati in cui si attestavano malattie inesistenti con l’obiettivo, secondo l’accusa, di evitare la detenzione e il rimpatrio nel Paese d’origine di almeno 34 migranti. 🔗 Leggi su Laverita.info

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