Perché non sono d’accordo con l’attivista iraniana che ha bloccato un corteo pacifista a Firenze
Tre giorni fa a Firenze, un’attivista iraniana esule in Italia da 15 anni ha interrotto un corteo pacifista organizzato da Arci, Anpi e altre associazioni, gridando contro la loro assenza durante il massacro di 40.000 persone da parte del regime iraniano. L’episodio ha attirato l’attenzione sui contrasti tra le posizioni dell’attivista e quelle delle organizzazioni partecipanti alla manifestazione.
Tre giorni fa Leila Farahbakhsh, attivista iraniana esule in Italia da 15 anni, ha bloccato un corteo pacifista a Firenze di Arci, Anpi e altre sigle gridando loro: “Dove eravate quando il regime iraniano massacrava 40mila persone?”. Gli organizzatori le hanno risposto che non ignorano il regime, ma che rifiutano la guerra israelo-statunitense e i suoi crimini. Le hanno detto di sostenere le donne iraniane contro la guerra e contro il regime, ma per l’attivista questa non è la posizione giusta da prendere. Considerata la situazione, io invece penso che sia una posizione molto logica. Ieri, la Mezzaluna Rossa iraniana ha dichiarato che i morti per mano israeliana e statunitense sono già 787. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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