La pace come dogma | quando il pacifismo assoluto finisce per difendere le dittature
Un politico ha dichiarato che sostenere la pace non implica appoggiare i regimi autoritari, facendo chiarezza sulla distinzione tra la volontà di mantenere un equilibrio globale e il supporto a sistemi oppressivi. La frase intende evidenziare come il desiderio di pace non possa essere usato per giustificare dittature o regimi repressivi, sottolineando la differenza tra principi pacifisti e alleanze politiche.
«Essere a favore della pace non significa essere a favore del regime degli ayatollah». La frase pronunciata da Pedro Sánchez nasce con un’intenzione comprensibile: separare l’aspirazione universale alla pace dalla difesa di un sistema politico autoritario. È un distinguo che, sul piano morale e diplomatico, appare persino necessario. Ma proprio questa distinzione merita di essere esaminata fino in fondo, perché nella storia politica le parole non restano mai pure: cambiano significato quando diventano assolute. E la pace, quando smette di essere un obiettivo concreto e diventa un principio intoccabile, rischia di trasformarsi in qualcosa di molto diverso da ciò che promette. 🔗 Leggi su Thesocialpost.it

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