Il risveglio sotto le bombe | Siamo tornati all’incubo del 2024 300 scuole trasformate in rifugi di emergenza Il racconto di un’italiana a Beirut

Un'italiana a Beirut descrive il risveglio sotto le bombe, parlando di un ritorno all’incubo del 2024 con 300 scuole trasformate in rifugi di emergenza. La sua voce, calda ma stanca, si percepisce chiaramente attraverso il telefono, mentre racconta le notti passate a dormire poco e l’angoscia di vivere in un contesto segnato da continui bombardamenti.

Francesca Lazzari ha una voce accogliente, ma attraverso il telefono filtra tutta la stanchezza di chi, nelle ultime notti, ha dormito poco. Lavora a Beirut da sei anni come responsabile progetti AVSI e ha visto il Libano passare attraverso ogni tipo di crisi. A Open racconta che è cambiato tutto verso le 2:30 di lunedì mattina quando sono cadute le prime bombe nel quartiere meridionale della città, quello di Dahieh. Il rumore però si è sentito in tutta la città. «Gli attacchi sono stati numerosi e, vedendo cosa stava succedendo non solo a Beirut ma su scala nazionale, abbiamo subito capito che eravamo ripiombati nel settembre del 2024». Il paragone con il 2024 non è casuale. 🔗 Leggi su Open.online

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