Bruciò Persepoli ma per l’Iran era sangue reale | la storia di Alessandro Magno come non te l’hanno mai raccontata
La vicenda di Alessandro Magno e il suo incendio di Persepoli è uno degli episodi più discussi e tramandati della storia antica. Per gli iraniani, quell’evento rappresenta molto più di un semplice episodio storico, è una ferita aperta che ha attraversato i secoli. La narrazione di questa vicenda si intreccia con un’opera letteraria molto conosciuta in Iran, che per secoli ha influenzato la cultura e l’identità del paese.
C’è un’opera letteraria che gli iraniani conoscono a memoria come gli italiani conoscono Dante, che i bambini imparano a scuola come gli inglesi imparano Shakespeare, e che per oltre mille anni ha definito l’anima di un intero popolo. Si chiama Shahnameh, il Libro dei Re, ed è uno dei più grandi poemi epici mai scritti dall’essere umano. Composto tra il 977 e il 1010 d.C. dal poeta persiano Abolqasem Ferdowsi, lo Shahnameh conta circa 60.000 distici, più del doppio dell’Iliade e dell’Odissea messe insieme. Racconta la storia mitica e leggendaria dell’Iran dalle origini del mondo fino alla conquista araba del VII secolo d.C., attraverso le gesta di re, eroi, draghi, demoni e amori impossibili. 🔗 Leggi su Cultweb.it

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