Cos’ha fatto il rugby per ridurre i danni delle botte alla testa
Il rugby ha adottato nuove misure per limitare i danni causati dai colpi alla testa, introducendo protocolli di sicurezza più rigorosi e strumenti di protezione avanzati. Nel libro
Se si parla di danni cerebrali legati allo sport, il primo che viene in mente a molti è il pugilato. Non è però l’unico. Anche nel football americano, nell’hockey su ghiaccio, nel rugby e nel calcio sono stati documentati diversi casi di gravi conseguenze legate a traumi cranici subiti da sportivi e sportive. È un argomento di cui esperti e addetti ai lavori hanno cominciato a discutere da qualche anno; Tommaso Clerici è tra i primi in Italia a farlo con dettagli, interviste e approfondimenti nel libro Colpi in testa. La strage silenziosa degli sport da contatto. Il libro è uscito il 30 gennaio per la casa editrice 66thand2nd, e visto che è periodo di Sei Nazioni, pubblichiamo un estratto sulle strategie adottate dal rugby per contrastare i danni derivanti dalle botte in testa, e su cosa ancora può migliorare. 🔗 Leggi su Ilpost.it

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