Dalla difesa all’attacco il nuovo paradigma cyber dell’Occidente
Nel dibattito pubblico occidentale si sta assistendo a un mutamento di prospettiva riguardo alle operazioni offensive nel settore cyber. Le autorità e gli esperti discutono ora di strategie che prevedono azioni volte a compromettere o disturbare sistemi informatici di un avversario, coinvolgendo sia aspetti difensivi sia attivi. Questa trasformazione nel discorso riguarda il modo in cui vengono considerate le attività di attacco e difesa nel cyberspazio.
Nel dibattito occidentale sta cambiando il paradigma sulle cyber offensive operation, ovvero le operazioni attive volte a compromettere, disturbare, danneggiare o ottenere accesso non autorizzato a sistemi informatici di un avversario. Che non è la cyber-intelligence, cioè la raccolta e l’analisi di informazioni provenienti dal cyberspazio per comprendere minacce, vulnerabilità, intenzioni e capacità di potenziali avversari. Negli ultimi mesi l’attribuzione, quel processo avviato per individuare chi c’è dietro un attacco cyber, è sempre meno un prerequisito per la risposta. È diventato più importante avere opzioni di risposta. “Non possiamo passare al contrattacco finché non siamo sicuri al 100% di chi sia stato”, era il mantra fino a poco fa. 🔗 Leggi su Linkiesta.it

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