Voto sì perché mi hanno rubato la vita L’appello di Beniamino Zuncheddu al referendum

Beniamino Zuncheddu, allevatore di Burcei, ha annunciato il suo voto favorevole al referendum affermando di aver perso 33 anni di vita a causa di un’ingiustizia. Condannato all’ergastolo nel 1991 dalla Corte d'assise di Cagliari, ha trascorso oltre tre decenni in diversi penitenziari della Sardegna. La sua decisione di votare sì deriva dalla convinzione di aver subito un’ingiustizia.

L’allevatore rimasto ingiustamente in carcere per 33 anni si rivolge agli elettori con un video pubblicato sui social del comitato per il Sì: “Hanno rubato la salute a me e ai miei familiari” “Voto sì, perché per ingiustizia mi hanno rubato 33 anni di vita”. A esprimersi così è Beniamino Zuncheddu di Burcei, l’allevatore sardo condannato all’ergastolo dalla Corte d'assise di Cagliari l’8 novembre 1991, scontando la pena per più di tre decenni in vari istituti penitenziari della Sardegna. Il 26 gennaio 2024, alla conclusione del giudizio di revisione presso la Corte d’appello di Roma, Zuncheddu venne definitivamente assolto per non aver commesso il fatto, dopo aver trascorso la detenzione da innocente più lunga nella storia italiana: 33 anni, per l’appunto. 🔗 Leggi su Ilgiornale.it

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