Se il fermaporta è un capolavoro Così Inganni dipinse la sua Amanzia
Il Museo della Scienza e Tecnologia ha restaurato un ritratto sagomato di Angelo Inganni, artista milanese, che rappresenta Amanzia Guérillot. Si tratta di un’opera che racconta una storia d’amore attraverso colori, tele e pennelli, diventando una delle testimonianze più originali dell’artista. La scena cattura l’attenzione per la sua particolarità e per l’intensità espressiva che trasmette.
Una storia d’amore, di colori, tele e pennelli quella tra Amanzia Guérillot e Angelo Inganni che ha nel singolare ritratto sagomato dell’artista milanese restaurato dal Museo della Scienza e Tecnologia, una delle sue più originali testimonianze. L’opera realizzata da Inganni tra il 1856 e il 1859 è tornata all’antico splendore grazie al sostegno di Italia Nostra Sezione Milano attraverso il Fondo Monti. Il ritratto, a grandezza naturale, rappresenta un esempio rarissimo di ritratto sagomato con funzione di fermaporta: di questa particolare tipologia si conoscono solo altri due esemplari, conservati in collezione privata e raffiguranti un Ussaro e una Brianzola. 🔗 Leggi su Ilgiorno.it

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