Iran escalation e fragilità europea | quanto può reggere l’Occidente?
In Iran si registra un’ulteriore escalation che mette in evidenza la fragilità dell’Europa di fronte alle tensioni internazionali. L’Occidente si trova a dover affrontare sfide crescenti, mentre i conflitti in diversi territori continuano a evolversi senza una chiara direzione. In questo quadro, nessuna delle parti coinvolte può considerare certo il risultato finale, come dimostrano le recenti crisi in Afghanistan, Ucraina e Gaza.
Se c’è una cosa che in guerra non esiste è la garanzia del risultato. Pensate ai conflitti dell’ultimo quarto di secolo, dall’Afghanistan, all’Ucraina a Gaza: nessun esito ha rispettato la propaganda delle aspettative iniziali. Vale allora la pena, mentre infuriano i bombardamenti su Teheran, ricordare quanto disse il diplomatico George Ball durante il Vietnam: "Una volta in groppa alla tigre, non possiamo scegliere dove scendere". Tradotto: i conflitti iniziano con un atto di volontà, ma proseguono con una logica propria. Anche l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran nasce da una volontà strategica chiara: fermare l’accelerazione nucleare, ristabilire la credibilità della deterrenza, creare le condizioni per un cambio di regime. 🔗 Leggi su Quotidiano.net

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Certo che paragonare la situazione in #Iran nel 1943 significa dover riprendere in mano i libri di storia dai Fenici in poi. Dio ci liberi dai paragoni non omogenei e scorretti. Sempre, in circostanza x.com