Raffele Tito | La mia vita da pm Il dolore più grande? La strage dei carabinieri

Raffaele Tito, prossimo al traguardo dei settant'anni, si prepara a lasciare la magistratura dopo una lunga carriera. Durante gli anni di servizio ha affrontato momenti difficili, tra cui alcune delle vicende più complicate del settore giudiziario. La sua esperienza si è concentrata su casi che hanno coinvolto forze dell’ordine e situazioni drammatiche, lasciando un segno nel suo percorso professionale.

Il procuratore Raffaele Tito domani compie 70 anni. Un compleanno che lo costringe a lasciare la magistratura per raggiunti limiti di età. Goriziano, è rimasto 51 anni al servizio dello Stato: dal ‘75 all’85 ufficiale nella Finanza e dal 1987 nelle Procure di Pordenone, nel pool di Mani pulite a Milano, alla Dda di Trieste, a Udine e, infine, a Verona. Procuratore, è arrivato il momento. Cosa si lascia indietro? «Tanta sofferenza. Tragedie umane, ingiustizie, violenze, soprusi, cattiverie. Ho visto il lato negativo della nostra società». Che cosa direbbe, con il senno di poi, al giovane capitano che ha scelto la magistratura? «Sei stato fortunato e bravo. 🔗 Leggi su Ilgazzettino.it

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© Ilgazzettino.it - Raffele Tito: «La mia vita da pm. Il dolore più grande? La strage dei carabinieri»

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